Allenamento: differenza tra carico interno ed esterno

Per quantificare meglio ciò che avviene nel singolo atleta bisogna misurare il carico interno, cioè la reale fatica a cui lo si sottopone. Scegliere uno stesso carico interno per un principiante e per un atleta di buon livello significa scegliere due carichi esterni differenti: infatti, a uno stesso carico esterno, in due soggetti diversi, non corrisponde quasi mai uno stesso carico interno, e viceversa.

capacità motorie
Sul piano pratico ciò significa scegliere la velocità di corsa (carico esterno) che corrisponda a una frequenza cardiaca (carico interno) uguale in due individui. In sintesi, definiamo il carico esterno il carico misurabile indipendentemente dagli effetti provocati, mentre il carico interno lo si può definire come il carico che l’organismo subisce, indagabile attraverso le modificazioni biologiche e psicologiche o anche attraverso indicatori soggettivi quale la percezione della fatica. Il carico interno è di difficile rilevazione ed è in relazione con il carico esterno, ma solo nello stesso soggetto; inoltre, subisce importanti variazioni in funzione dello stato dell’individuo, in particolare nella sua storia a breve e medio termine rispetto all’allenamento fisico, ma anche rispetto al suo stato di riposo e di salute. Per es., un individuo che abbia lavorato intensamente per cinque giorni, qualora si sottoponesse a un carico esterno ulteriore, ne ricaverebbe molta più fatica perché quest’ultimo carico si somma a quello svolto in precedenza, ponendolo in condizioni di fatica rilevanti.

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