Canottaggio, prima regola: non disturbare

Il primo obiettivo di un’atleta che pratica il canottaggio è quello di non danneggiare la “corsa” della barca con il proprio gesto tecnico. La barca deve “correre” senza che l’atleta imprima forza, con il semplice movimento del corpo ed il normale alternarsi delle fasi di voga, passata e ripresa.

L’armonia che lega i nostri movimenti alla barca è paragonabile a quella che lega un musicista al proprio strumento. Un’artista alla propria opera d’arte. Ecco, il canottaggio è arte, musica, una bellissima poesia che racconta ciò che sente, dove la barca racconta al poeta quello che lui è riuscito a trasmettergli.

armonia canottaggio

La forza e la potenza dell’atleta non servono per far “correre” la barca, servono, una volta che siamo in grado di farla “correre” e scivolare sull’acqua senza disturbarla, a farla andare più o meno veloce.

Quindi se non siamo in grado di “sentire”, se non abbiamo creato la giusta armonia con il nostro strumento “la barca”, se non abbiamo imparato a dare alla barca quello di cui ha bisogno, è inutile aumentare la forza, la barca non “correrà” mai.

La ricerca di queste sensazioni, non è prerogativa esclusiva degli atleti agonisti di alto livello, è fattibile da chiunque abbia il piacere e la voglia di migliorarsi, a qualsiasi età, a qualsiasi livello.

Pubblicato in Sport
Tag , , , , ,

Rispondi