Le tappe dello sviluppo del fanciullo e del pre-adolescente

  • IL BAMBINO DI 8 ANNI
  • IL FANCIULLO DAI 9 AGLI 11 ANNI
  • IL PREADOLESCENTE DAI 12 AI 13 ANNI

evoluzione bambino

IL BAMBINO DI 8 ANNI

  • Prosegue il periodo della Piccola Pubertà che, iniziato verso i 6 anni vede la statura aumentare considerevolmente rispetto al peso corporeo mentre i muscoli appaiono quantitativamente scarsi e con poco trofismo. La capacità vitale dei polmoni è scarsa mentre il cuore ha una massa ridotta rispetto a tutto l’organismo. Di conseguenza la risposta allo sforzo fisico avviene aumentando gli atti respiratori e la frequenza cardiaca.

  • In questo periodo tutto è gioco e fantasia. Il bambino passa dalla fase esploorativa a quella organizzativa e creativa. È intelligente, concreto e riesce a costiituire semplici schemi operativi. Desidera essere gratificato nelle sue iniziative. Passa dalla fase egocentrica a quella di socializzazione con il gruppo, all’interno del quale ricerca una propria identità ed autorealizzazione, collaborando attivamente e con entusiasmo.

  • Il cardine della formazione fisica e psicologica è il gioco in tutte le sue forme: individuale, a coppie, collettivo. Esso favorisce la strutturazione dello “schema corporeo”, ovvero la conoscenza del proprio corpo in tutte le situazioni dinamiche e statiche. La regolamentazione dei giochi deve essere semplice e possibilmente affidata agli stessi bambini.

  • Vanno evitate delle proposte di attività motoria che prevedono impegni monotoni, ripetuti e prolungati in quanto poco graditi a causa della volitiva psiche del fanciullo.

  • Al fine di prevenire eventuali atteggiamenti paramorfici è importante tonificare correttamente la muscolatura addominale e dorsale.

IL FANCIULLO DAI 9 AGLI 11 ANNI

  • Fase della Fanciullezza ove lo scheletro e la muscolatura tendono a consolidarsi anche perché la forte spinta in altezza, specialmente degli arti inferiori, tende a rallentare per dare spazio ad un aumento dei diametri trasversi del tronco.

  • Le costole si abbassano e di conseguenza aumenta la capacità vitale e l’efficienza generale dell’apparato respiratorio. Anche il cuore assume dimensioni più proporzionate all’intero organismo. Apparato cardiocircolatorio e respiratorio riispondono allo sforzo fisico aumentando. il primo la capacità di riempimento delle cavità atrio-ventricolari. il secondo l’ampiezza degli atti respiratori.

  • Questa fase è detta “età della ragione” poiché ad una più concreta intelligenza fa riscontro una maggiore consapevolezza di sé. anche in relazione al gruppo. Socializza facilmente con i coetanei e partecipa sempre con molto entusiasmo al-le iniziative di gruppo. valutando le proprie e le altrui capacità.

  • L’accettazione delle regole e la disponibilità alle varie attività motorie e di iniziazione sportiva permettono di poter programmare nel tempo delle norme di allenamento contenente anche elementi tecnici di base propri della disciplina sportiva prescelta.

  • È evidente che tutto deve essere sempre mediato da una forma di gioco e di rispetto della progressività e gradualità.
  • Come mezzi di allenamento generale possono essere utilizzati i giochi di squadra e ed i circuiti aventi come obbiettivo il miglioramento delle capacità coordinative. della rapidità, della resistenza organica generale, del tono muscolare e del-la mobilità articolare

IL PREADOLESCENTE DAI 12 AI 13 ANNI

  • Età detta Prepuberale (per le femmine inizia un anno prima) ove l’organismo torna a crescere notevolmente in altezza ed il preadolescente vede in pochissimo tempo trasformarsi il suo corpo che, a causa del forte incremento in lunghezza degli arti rispetto al busto, spesso assume forme inconsuete. Tutto ciò determina una disarmonia morfocinetica legata essenzialmente alla dismetria tra sviluppo staturale e trofismo muscolare.

  • L’ossificazione non si è ancora completata, crescono notevolmente le ossa lunghe (arti superiori ed infenori), mentre le cartilagini articolari sono ancora in via di sviluppo.

  • Gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio tornano ad essere deficitari nella risposta allo sforzo fisico. L’apparato muscolare, pur migliorando nel trofismo generale, non è ancora adattato al notevole sviluppo scheletrico.

  • È questa l’età tipica ove gli atteggiamenti paramorfici possono presentarsi con frequenza.

  • Età “difficile” in cui non si è più bambini ma non si è neanche adulti. L’immagine corporea subisce delle continue variazioni con influenze alterne sulla forza muscolare e sulle capacità coordinative che non riescono a trovare punti solidi di riferimento.

  • L’instabilità funzionale va di pari passo con quella psicologica, per cui è facile assistere a frequenti variazioni di umore, scarsa disponibilità, insofferenza a giudizi sul proprio operato e nei confronti delle regole familiari e sociali.

  • L’attività motoria e sportiva può essere molto utile sia come valvola di sfogo del naturale “surplus energetico”, sia come formazione ed educazione dell’adulto ormai prossimo. L’attività motoria e sportiva deve essere sempre proposta come partecipazione attiva e giocosa. Tutte le capacita motorie possono essere sviluppate senza pericolo purché si seguano sempre i criteri di progressività, gradualità e simmetria di lavoro muscolare.

Noi allenatori non dobbiamo mai fermarci all’apparenza, dobbiamo andare a fondo e capire, o cercare di capire “SEMPRE” cosa sta avvenendo nella crescita del fanciullo che stiamo allenando.

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